Ultima modifica: 1 febbraio 2016
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Cyberbullismo

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Cyberbullismo: capire il fenomeno a tutela degli adolescenti.

La tecnologia sta modificando  il mondo con velocità sempre crescente, con trasformazioni profonde nella vita di tutti noi.
I giovani si evolvono in un mondo che offre loro continui stimoli mediatici/digitali, anche attraverso l’accesso ai social network e canali video di ogni tipo.
Attraverso gli strumenti tecnologici, sempre più sofisticati e potenti, i giovani comunicano rapidamente, abbattendo le distanze e, senza limiti di tempo, spesso incontrando nuove persone, facendo proprie informazioni non sempre verificabili e seleCyberbullismozionate, alla scoperta del mondo (non solo quello virtuale), entrando, a volte in modo drammatico, anche nella sfera più intima, sia affettiva che sessuale.
Sono bisogni che da sempre l’essere umano ha manifestato e che si avvertono indipendentemente dalle tecnologie.
Per gli adulti risulta essere difficile comprendere le implicazioni psicologiche, sociali e comportamentali che la facilità di comunicazione offerta dalle rete internet, ma per i giovani le interconnessioni tra vita reale e virtuale assumono aspetti “normali“.
Alcuni criticità e pericoli tipici del mondo virtuale possono non essere avvertiti come tali ed è un compito importante capire le modalità con le quali le figure adulte quali i genitori, gli insegnanti e gli educatori devono affrontare questi temi per creare una responsabilità attiva, critica e partecipe nel corretto utilizzo di canali informativi comunicazionali così potenti e complessi.

Ma cos’è il Cyberbullismo?

Bullismo elettronico (cyberbullying): atto aggressivo, intenzionale, condotto da un individuo o un gruppo di individui attraverso varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo contro una vittima che non può difendersi (Smith et al., 2008).

Ad esempio il cyberbullo può perseguitare la sua vittima pubblicando foto, video o informazioni private, creando un’immagine falsa della stessa attraverso sms o wa,  con la posta elettronica, nei social network, oppure minacciando ripetutamente la vittima tramite cellulare/smartphone, tablet o computer connessi in rete.

Il profilo del cyberbullo

CyberBullingAlla base delle azione di un cyberbullo risiede un processo deumanizzazione della vittima.
Questo comporta la negazione dell’umanità della stessa, un processo che introduce un’asimmetria tra chi gode della qualità prototipiche dell’umano e chi ne è considerato carente.

Questo processo viene amplificato attraverso l’assenza del contatto diretto (tipico ad esempio nell’azione del bullo); il molestatore intuisce la sofferenza della vittima ma non ne misura immediatamente la portata.

Le cause che scatenano comportamenti da cyberbullo sono da ricercare nella:

  • famiglia con stili educativi
    • autoritari
    • permissivi
    • iperprotettivi
    • respingenti
    • trascuranti
  • scuola che valorizza le competenze cognitive trascurando quelle emotive-relazionali e sociali
  • diffusione delle nuove tecnologie e connettività distribuita accessibile a tutti


Azioni del cyberbullo 

  • Molestie – Harrassment:
    • messaggi e pubblicazioni offensive o volgari, ripetuti nel tempo;
    • spyware – controllare i movimenti on line della vittima -;
    • telefonate mute.
  • Cyberstalking: può nascere quando la molestia è particolarmente insistente e diretta verso coetanei con cui si ha un rapporto conflittuale o con cui si è interrotta una relazione affettiva.
  • DenigrazioneDenigration: azione singola volta a denigrare l’altro (una foto deformata, immagini porno) che può produrre effetti indefiniti e a cascata.
  • Fingersi un altro – Impersonation: il bullo, riuscito ad accedere alla password della vittima, invia messaggi ad altre persone o pubblica dati, “spacciandosi” per quella persona, al fine di cambiare o distruggere l’immagine della stessa.
  • Manipolazione delle informazioni – Outing: “il bullo” conosce segreti e possiede immagini della “vittima” (prima amica) che diffonde a sua insaputa o contro la sua volontà. Può costringere la “vittima” a pubblicare informazioni e/o immagini di altre persone.
  • Escludere (“bannare”) – Exclution: cancellare/estromettere da una chat, gruppo on line di gioco, lista di amici, una persona.
  • Filmare – Cyberbrashing: videoriprendere un atto di bullismo e publicarlo su internet, chiedendo pareri e di votarlo.
  • Flaming – da fiamma: invio on line di messaggi violenti e volgari
  • Rivelazione : pubblicazione di informazioni o immagini imbarazzanti su qualcuno
  • Cyberpersecuzione: molestie e minacce ripetute per incutere timore o paura

Vi sono delle differenze peculiari tra bullismo e cyberbullismo, che identificano quest’ultimo come molto più pericoloso per gli effetti sulle vittime.

Nel dettaglio:

  • nel bullismo il contesto dell’azione è delimitato (compagnia, classe).
  • nel cyberbullismo i materiali circolano in qualunque orario: possono permanere sui siti e nei social network a lungo.
  • nel bullismo le azioni del fenomeno possono accadere in tempi definiti: pausa ricreazione, tragitto casa-scuola, cambio negli spogliatoii, etc.
  • nel cyberbullismo possono essere coinvolte persone di tutto il mondo anche non conosciute e il materiale può essere diffuso in tutto il mondo.
  • nel bullismo sono coinvolte persone della scuola o compagnia, solitamente conosciute; a conoscenza degli episodi di bullismo circolano all’interno di un ambito ristretto  (classe, scuola, compagnia, gruppo sportivo).
  • nel bullismo gli attori sono estremamente definiti:”bullo”, “gregari”, “vittima”, “osservatori”.
  • nel cyberbullismo qualunque persona (anche con basso potere sociale) è una potenziale  vittima.
  • nel bullismo vi è il contenimento del livello di disibinizione, che dipende dalla dinamica di gruppo; il bullo ha bisogno di rendersi “visibile”; può vedere gli effetti sulla “vittima”; il bullo si nasconde dietro una “maschera”.
  • nel cyberbullismo il bullo mostra un alto livello di disibinizione (si fanno cose che nella vita reale sarebbero più contenute); il potere del bulllo è accresciuto dall’invisibilità e non ne vede gli effetti; si crea una personalità virtuale del bullo.

Aspetti nello spazio e nel tempo dell’azione del cyberbullo

CyberBullingUn solo episodio, divulgato attraverso i social network o su canali video (youtube) può determinare un potenziale danno alla vittima anche senza la sua ripetizione nel tempo; le immagini e/o i video sono sempre disponibile, possono essere viste da migliaia di persone in tempi diversi. Lo stesso contenuto offensivo divulgato da un bullo può essere diffuso a cascata tra i riceventi, eventualmente anche non implicati nella relazione bullo-vittima.

Non è quindi necessario, che l’atto offensivo venga ripetuto dallo stesso aggressore nel tempo.
Una vasta platea di spettatori potrà comunque amplificare l’effetto dell’aggressione, con risultati devastanti per la vittima (con incidenza di suicidi tra gli adolescenti)

 

Ma come avviene l’attacco della vittima da parte del cyberbullo?

Diverse sono le modalità che i cyberbulli mettono in atto una volta individuata la vittima:

  • accedendo a e-mail, profili, o messaggi privati per poi renderli pubblici;
  • inviando sms/mms/e-mail aggressivi e minacciosi;
  • con la creazione di creati gruppi “contro” la vittima  su un social network;
  • diffondendo foto e immagini denigratorie o intime senza il consenso della vittima;
  • pubblicando notizie false sull’interessato via sms/mms/mail;

La modalità d’attacco preferita dai giovani cyberbulli è la persecuzione della vittima attraverso il suo profilo su un social network.