CTS a Roma

Fonte: superando.it

Si può realmente dire che sia iniziato il processo di rinascita dei Centri Territoriali di Supporto (CTS), strutture fondamentali per il processo di inclusione delle persone con disabilità. Lo hanno inteso bene i tanti partecipanti al seminario nazionale di Roma intitolato “Ausili: progettare, intervenire, innovare”, con il quale, dopo diversi anni, il Ministero dell’Istruzione ha riunito i CTS di tutte le Province italiane, per discutere apertamente di vari temi particolarmente importanti, sia a breve che lunga scadenza.

Il seminario nazionale del 21-23 gennaio intitolato Ausili: progettare, intervenire, innovare, il Ministero dell’Istruzione ha riunito nei giorni scorsi a Roma, dopo diversi anni, i CTS (Centri Territoriali di Supporto) di tutte le Province italiane per la formazione nazionale sulla questione degli ausili didattici. Per l’occasione erano presenti non solo gli operatori, ma anche dirigenti e direttori dei servizi amministrativi (DSGA) dei CTS stessi.

Per la prima volta, nonostante i numerosi impegni, una ministra – Lucia Azzolina – ha presenziato per buona parte della prima giornata a un incontro di questo tipo, ascoltando innanzitutto la straordinaria esperienza di Arianna, studentessa che ha raccontato il proprio percorso scolastico tramite il puntatore oculare.
La neoministra dell’Istruzione ha quindi seguito con attenzione le problematiche esposte dai rappresentanti delle organizzazioni FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e FIRST e da Giovanna Boda, funzionaria della Direzione Generale dello Studente del Ministero, che ha organizzato la tre giorni insieme alla dirigente Clelia Caiazza, al proprio staff, ad alcuni rappresentanti dell’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa) e ad alcuni operatori dei CTS.
Sempre la Ministra ha risposto in modo esauriente, illustrando le azioni già svolte in questo àmbito e quanto si intende ancora fare, sollecitando inoltre tutti i presenti ad esprimerle per iscritto ogni eventuale ulteriore richiesta.
Ha anche voluto raccontare quanto sia stata importante per lei l’esperienza svolta come insegnante di sostegno con un alunno autistico e ha fornito la propria disponibilità ad impegnarsi per i problemi che sarebbero emersi dal convegno, compresa la questione dell’esonero, indispensabile per poter fare funzionare i CTS. Attualmente, infatti, gli operatori dei CTS – oltre ai numerosi compiti loro assegnati in quest’ultimo àmbito – devono continuare a lavorare nelle classi per l’orario di cattedra, rischiando, alla fine, di non riuscire seguire al meglio nessuno dei due impegni.

Il pomeriggio della prima giornata è stato invece dedicato alla presentazione dello stato dell’arte concernente la dotazione degli ausili, le difficoltà e i progressivi miglioramenti registrati, oltre alla questione degli sportelli per l’autismo, come opportunità e buona prassi da valorizzare, tema, questo, di cui si è occupata con grande chiarezza Stefania Stellino, presidente dell’ANGSA Lazio (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).

Particolarmente densa è stata la seconda giornata del convegno, che ha coinciso con la comunicazione dell’importante accordo di collaborazione finalmente siglato tra la GLIC – la Rete Italiana dei Centri di Consulenza sugli Ausili Informatici ed Elettronici per Disabili, che riunisce trenta Centri Ausili Tecnologici – e il Ministero. Subito se ne sono visti i frutti, grazie alle magistrali relazioni proposte da Massimo Guerreschi e Riccardo Magni, rispettivamente presidente e vicepresidente della GLIC, Francesco Zanfardino del Centro Ausili di Napoli e Lorenzo Desideri del Centro Ausili di Bologna.
«Salutiamo con grande soddisfazione la possibilità di poter contare su un aiuto della Rete GLIC – dichiarano a tal proposito gli operatori dei CTS Francesco FusilloNicola Striano e Fernanda Fazio* – per trovare soluzioni non didattiche riguardanti l’ergonomia, l’autonomia e l’indipendenza, fattori che hanno poi una ricaduta positiva sulla didattica stessa».

Di grande rilievo è stato quindi l’intervento in videoconferenza da parte di Lucia Ferlino dell’ITD (Istituto per le Tecnologie Didattiche)  del CNR di Genova, che ha ripercorso le tappe miliari della promozione e dello sviluppo del software libero (Open Source) da parte del proprio Istituto e ha concluso soffermandosi sulla formazione gratuita in diretta e in differita, possibile sulla piattaforma Essediquadro, vera “miniera” di risorse digitali e di webinar (seminari in rete), condotti dai migliori esperti sull’inclusione del nostro Paese. Ben 14.000 e oltre sono stati gli utenti che si sono formati grazie a questo strumento, ottenendo la relativa certificazione.

E ancora, particolarmente appassionato è stato l’intervento del citato Francesco Fusillo, che ha presentato una rassegna del software libero attualmente utilizzabile il quale, oltre ad essere l’unico veramente inclusivo, permette di risparmiare nel tempo ingenti somme di denaro pubblico.
Fusillo ha invitato quindi il Ministero a creare un piccolo Dipartimento, coinvolgendo proprio l’ITD del CNR di Genova, che vista la sua pregressa esperienza, appare attualmente come l’unico ente in grado di assicurare una garanzia per la promozione e lo sviluppo delle tecnologie di libero accesso, per una didattica veramente inclusiva e per la relativa formazione degli operatori CTS e dei docenti.

Nel pomeriggio, i partecipanti all’evento si sono divisi in tre gruppi di lavoro, mirati rispettivamente il primo alla programmazione e alla preparazione del prossimo Bando Ministeriale riguardante gli ausili e i sussidi per la disabilità, il secondo alla preparazione e alla valutazione dei progetti per l’acquisto, l’adattamento e l’utilizzo degli ausili didattici e il terzo alle procedure di acquisto, consegna in comodato d’uso degli ausili ai beneficiari, alla relativa piattaforma e al monitoraggio di essa.
I lavori dei Gruppi sono confluiti quindi nel programma della terza e ultima giornata del convegno, dopodiché il docente Fabrizio Corradi ha illustrato con estrema chiarezza e perizia quale debba essere il percorso ideale di inclusione scolastica attraverso la tecnologia, mentre Francesca Caprino, ricercatrice dell’INDIRE, ha presentato un piano di formazione nazionale rivolto ai CTS, che l’INDIRE stessa sta mettendo a punto a partire dall’analisi del fabbisogno formativo degli operatori dei Centri, effettuato sulla base dei risultati di un monitoraggio recentemente concluso.
Infine, l’altra ricercatrice dell’INDIRE Annamaria Cacchione ha esposto gli aspetti metodologici della formazione prevista, che si avvarrà della piattaforma dell’Università Telematica IUL e che, coerentemente con il modello formativo messo a punto da questo Ateneo, promuoverà nei partecipanti forme di apprendimento partecipato e lo sviluppo di una comunità di pratiche.

Utili sono risultati anche i vari momenti di riflessioni negli intervalli tra gli interventi previsti. Vi è ad esempio emerso, come sottolinea Striano, che «se è vero che ormai ai GIT (Gruppi per l’Inclusione Territoriale) non verranno più assegnati tre semiesoneri, come originariamente previsto, e a nostro avviso giustamente, perché i loro operatori avrebbero impiegato buona parte del tempo a fornire pareri superflui sulle richieste di organico delle scuole, in tal modo si risparmieranno i fondi per 963 semiesoneri e solamente con un terzo di questi fondi si potranno dare almeno 321 semiesoneri per coprire finalmente 107 CTS».

Molto importante, nella giornata conclusiva, è stato l’intervento della dirigente ministeriale Giovanna Boda, basato sostanzialmente su tre parole chiave: governancecuore ed esonero.
«I CTS – ha dichiarato – sono Centri con un ruolo strategico preziosissimo e insostituibile, che interfacciandosi col ministero, ci permettono di arrivare capillarmente ad ogni singola scuola, funzionando sul territorio come catalizzatori di aggregazione, integrazione e conseguente collaborazione di tutte le risorse territoriali. I loro operatori, inoltre, sono docenti dal cuore grande che eroicamente e nonostante le tante difficoltà e le delusioni di questi ultimi anni, hanno continuato con senso di responsabilità a compiere con impegno e sacrificio i compiti loro assegnati».
E tuttavia, come già rilevato, gli operatori dei CTS non possono svolgere al meglio tutti i compiti loro assegnati, se non prevedendo anche una forma di esonero. Boda si pertanto assunta il massimo impegno, per raggiungere questo obiettivo.
Più volte oggetto di apprezzamento, il suo intervento è culminato in una proposta per il prossimo anno. Comprendendo infatti l’importanza di una formazione nazionale ricca di esperienze comuni, sarà lei stessa ad organizzare per i CTS, nel Giorno della Memoria del 27 gennaio, un viaggio ad Auschwitz, dove furono deportate e uccise anche migliaia di persone con disabilità.
L’iniziativa ha suscitato emozione e grande consenso da parte di tutti. «È così – commenta ad esempio Striano – che si può ricreare e rivitalizzare la rete dei CTS: riconoscendo il lavoro, creando occasioni di confronto, proponendo esperienze comuni, condividendo progettualità. E del resto, i partecipanti al seminario, che vi erano arrivati con una certa dose di pessimismo, ne sono usciti molto più sollevati e fiduciosi, capendo che da quando Giovanna Boda ha ripreso in mano la Direzione Generale dello Studente, con il suo Ufficio IV diretto da Clelia Caiazza, le cose stanno sensibilmente migliorando grazie a un maggior dialogo e a una concreta collaborazione con i singoli operatori dei CTS».

Allo stesso Striano cediamo la parola per una sintesi finale sui temi più significativi affrontati durante la tre giorni: «L’esonero dall’insegnamento dei  docenti che operano nei CTS; la necessità di potenziare i CTS stessi con una figura amministrativa; la formazione del personale all’utilizzo degli ausili, ma anche sulla didattica inclusiva che potrà essere avviata grazie a questi ultimi; l’importanza delle soluzioni di libero accesso (Freeware e Open Source), ritenute un valore aggiunto per la scuola, con la necessità di creare un dipartimento per il loro sviluppo anche in Italia, come succede in altri Paesi Europei, con un sito istituzionale, un gruppo di lavoro e fondi dedicati alla ricerca; il ruolo che, se potenziato, potrebbe svolgere a supporto dei CTS l’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR di Genova; l’importanza dell’INDIRE come partner dei CTS, a garanzia di un serio monitoraggio; il supporto e il valore aggiunto che le Associazioni di persone con disabilità possono giocare con i CTS; il supporto a tutto tondo degli insegnanti di sostegno che sul territorio accompagnano gli alunni con disabilità verso uno sviluppo possibile; la valorizzazione della Rete GLIC e lo sviluppo di una proficua collaborazione con i Centri di Supporto; le varie criticità nell’assegnazione degli ausili e le possibili soluzioni».
«Ovviamente – conclude Striano – una discussione con oltre 250 convenuti dai 107 CTS italiani non è stata semplice, ma è partita bene e sicuramente continuerà sulla positiva traccia aperta dallo staff del Ministero. Era davvero l’ora ora che si entrasse direttamente nel cuore delle risorse della scuola e si ragionasse “assieme” su come migliorarle: un bell’esempio di cooperazione, dove la Direzione Generale dello Studente per l’Inclusione e l’Orientamento – e anche la scelta di questo nuovo nome è significativa – gli operatori dei CTS, delle Rete GLIC, le Associazioni, l’INDIRE e l’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR di Genova hanno dimostrato che lavorando insieme si potranno raggiungere altissimi risultati anche per il futuro».

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